Lo stop alle auto a benzina passa per la Corte di giustizia dell'UE

La Polonia si oppone alla proposta di bloccare la vendita delle auto con motore termico dal 2035
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Lo stop alle auto a benzina passa per la Corte di giustizia dell'UE

La strada per ridurre del 100% le emissioni di CO2 in Unione Europea da parte di nuove auto e camion per il 2035 (rispetto al 2021) si sta facendo sempre più in salita, ora che la Polonia ha deciso di trascinare la proposta alla Corte di giustizie dell'UE (scoprite i falsi miti sulle auto elettriche).

E se l'obiettivo principale del pacchetto, estremamente ambizioso ma altrettanto necessario per combattere i cambiamenti climatici, si sta scontrando con una tenace resistenza da parte del Governo di Varsavia, sono in generale tutte le proposte che porteranno a quella decisione a incontrare ostacoli più o meno decisivi, come abbiamo visto con il nuovo standard Euro 7.

Il nuovo pacchetto di regolamenti dell'UE, approvati all'inizio di quest'anno, mira a ridurre l'impatto ambientale degli edifici e dei trasporti vietando la vendita di nuove auto a benzina e diesel, ma per la Polonia, l'unico Paese che si è opposto costantemente a questa proposta e ha votato contro le regole, manca una corretta analisi delle conseguenze sociali e di mercato.

La ministra del clima del Paese, Anna Moskwa, ha affermato a Radio Zet lunedì che faranno appello contro questa decisione.

"Non siamo d'accordo con questo e altri documenti del pacchetto Fit for 55 e lo stiamo portando alla Corte di giustizia europea. Spero che altri Paesi si uniscano"

Ricordiamo che il pacchetto Fit for 55 è un insieme di riforme vincolanti promulgate dall'Unione Europea nel 2020, con l'obiettivo di ridurre le emissioni interne di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Questo pacchetto è composto da dodici direttive, che riguardano il sistema di scambio di quote di emissione, il regolamento sulla condivisione degli sforzi, l'uso del suolo e silvicoltura, l'uso di combustibili alternativi, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, il fondo sociale per il clima, la ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime, norme sulle emissioni di CO₂ per autovetture e furgoni, la tassazione dell'energia, l'energia rinnovabile, l'efficienza energetica e la prestazione energetica nell'edilizia.

Quindi il blocco alla vendita di auto termiche è solo uno (per quanto importante per la transizione elettrica) dei punti di questo piano molto più ampio, ma vista l'importanza dell'industria automobilistica è particolarmente caldo. Già la Germania, il Paese europeo con più interessi in questo ambito, ha fatto sentire tutto il suo peso sulla proposta, facendo esentare i motori termici alimentati con carburanti sintetici, i cosiddetti e-fuels, cosa che invece non è accaduta con i biocarburanti proposti dall'Italia.

A questo punto, tutto verrà deciso nelle aule di tribunale, il che in un certo senso sancisce una sconfitta per la democrazia e afferma in modo ancora più chiaro quanto sia complicato pianificare una lotta all'inquinamento. 

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