Anche il gruppo BMW adotterà la porta di ricarica dei Supercharger

Negli Stati Uniti si sta sempre più affermando lo standard NACS di Tesla
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Anche il gruppo BMW adotterà la porta di ricarica dei Supercharger

L'avvento delle auto elettriche ha creato una serie di complicazioni non da poco. Non solo i proprietari di questa tipologia di veicoli devono comprendere la differenza tra corrente alternata e continua, ma anche raccapezzarsi tra le varie porte di ricarica. E la scelta non ricade su di loro, ma sui produttori di auto. 

In Europa, dopo un'iniziale espansione dello standard CHAdeMO, per la ricarica veloce in corrente continua si è affermata la porta CCS2, e a scanso di cataclismi difficilmente prevedibili, questa è la porta che gli utenti del Vecchio Continente troveranno su tutti i loro veicoli (anche Tesla). 

Ma negli Stati Uniti lo scontro è ancora aperto, e si sta orientando in favore di Tesla. Il produttore americano infatti, nella sua lungimiranza, in questi anni ha sviluppato sul territorio americano la sua rete di ricarica Supercharger in maniera eccellente, tanto da non avere eguali. Per dare qualche numero, nel mondo ci sono 45.000 stazioni Supercharger, 22.000 delle quali solo negli Stati Uniti (e di queste 12.000 sono aperte a veicoli non-Tesla).

E soprattutto nessun concorrente offre una soluzione che funziona altrettanto bene. A questo punto però c'è un problema: negli Stati Uniti non c'è uno standard affermato, e se la porta CCS1 è quella più popolare sui veicoli, le Tesla e i Supercharger su territorio americano adottano dal 2019 lo standard proprietario NACS (North American Charging Standard, attualmente in fase di standardizzazione come SAE J3400 e noto anche come standard di ricarica Tesla). Qui sotto potete vedere la differenza tra una presa CCS2 (a sinistra) e una presa NACS (a destra).

Finora tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti hanno adottato la porta CCS1 per la ricarica rapida (e in alcuni casi la CHAdeMO), e Tesla per offrire la ricarica a queste auto ha introdotto una presa "magica" in grado di adattarsi in base al veicolo, ma adesso la situazione potrebbe cambiare, e la presa NACS potrebbe diventare lo standard USA. Il motivo dell'apertura di Tesla agli altri veicoli? Soldi.

L'amministrazione Biden ha infatti dichiarato che per attingere ai contributi da 7,5 miliardi di dollari sulle strutture di ricarica, queste dovevano essere aperte a tutti.

Ma Tesla non ha aperto tutte le stazioni Supercharger, e di fronte alla scarsità di alternative i produttori di auto hanno iniziato a schierarsi.

Dopo Ford, GM, Rivian, Volvo, Polestar, Nissan, Mercedes-Benz, Jaguar Land Rover, Fisker, Hyundai e Kia, il gruppo BMW, che comprende BMW, Mini e Rolls Royce, ha infatti annunciato che dal 2025 produrrà auto dotate di presa NACS e non CCS negli Stati Uniti. In questo modo i proprietari dei loro veicoli avranno accesso alla rete Supercharger non più grazie a un adattatore. 

Al momento il catalogo di auto elettriche di BMW comprende iX, i4 e i7, nonché i modelli elettrici Mini Cooper e la Rolls-Royce Spectre, ma a breve potrebbe ampliarsi di molto.

A questo punto restano fuori pochi produttori come Volkswagen, Toyota e Stellantis, ma anche se il loro peso totale (come si vede dal grafico sotto) bilancia quello dei produttori che hanno aderito al NACS, la vittoria sembra vicina per Tesla. Giusto per dare un'indicazione, anche Enel X Way negli Stati Uniti proporrà stazioni di ricarica con porte NACS. 

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