Microlino è il presente, visto dagli anni '50

La microcar elettrica arriva dalla Svizzera e si richiama alla Isetta del 1956. Tecnologia e spazi ridotti, ma a un costo
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Microlino è il presente, visto dagli anni '50

Nel dopoguerra, una delle soluzioni per favorire la motorizzazione di massa erano le cosiddette "Bubble Car", veicoli compattissimi ispirati alle carlinghe degli aerei (e infatti venivano prodotte da aziende aeronautiche costrette a riconvertire la produzione). 

Poi il boom economico ha cambiato faccia al settore delle automobili, ma adesso, con la necessità di ridurre gli spazi per la congestione del traffico nelle grandi città e soprattutto i costi per favorire la transizione elettrica, potrebbero rinascere. 

Ne è convinta Micro Mobility System, che con la sua Microlino vuole invadere le strade dei nostri centri abitativi. La vettura, che richiama le forme della Isetta del 1956 (immagine sotto), con i suoi 435/496 kg di peso e le dimensioni ridottissime (due posti secchi) offre uno scorcio di quello che potrebbe essere un'idea di futuro. 

Telaio monoscocca in acciaio e alluminio come un'auto vera, ingresso da davanti, omologazione L7e come un quadriciclo pesante, è difficile inquadrare la Microlina, che con i suoi 90 km/h di velocità massima se la può cavare in ogni condizione.

E se linee e colori catturano immancabilmente l'attenzione, è soprattutto la sua guidabilità a impressionare chi l'ha provata, a patto di accettare alcuni limiti, come l'impossibilità di accedere a tangenziali e autostrade. 

Dotata di un motore elettrico da 19 kW e tre tagli di batterie di tipo NCM (Nickel-Cobalto-Manganese), rispettivamente da 6, 10,5 e 14 kWh, la Microlino promette autonomie che partono da 91 km e si spingono fino a 177 o persino 230 km, con consumi nell'ordine dei 7 kWh/100 km

Secondo Luciano Lengo, Sales & Marketing Executive di Koelliker (il distributore in Italia), l'idea è di "dare una risposta alle esigenze di mobilità cittadina, cioè portare una, due persone per 30 chilometri al giorno e alla velocità media di 30 km/h".

Per una ricarica completa occorrono dalle 3 alle 4 ore, a seconda del tipo di batterie, e grazie alla presa Schuko potete ricaricarla dove volete, persino senza colonnine. Anche il bagagliaio è sorprendentemente capiente: 230 litri, più che sufficienti per una borsa e la spesa.

Capirete come questo progetto abbia già scatenato la curiosità e l'entusiasmo degli utenti: dal suo annuncio a oggi si contano infatti ben 30.000 preordini, e Micro ha già annunciato un aumento della produzione a 25 esemplari al giorno già da giugno.

Ma prima di urlare al successo guardiamo i prezzi. Il costo di partenza è di 21.090 euro, che va bene diventano 17.090 con gli incentivi, ma stiamo parlando dell'allestimento Dolce e soprattutto di quello con batteria da 6 kWh.

Se volete la batteria da 10,5 kWh dovete sborsare 1.500 euro in più e altri 1.500 per quella da 14 kWh. Per chi vuole il massimo, c'è l'allestimento Competizione, con dettagli cromati e tinta matt. Atri 1.000 euro.

L'azienda sta studiando soluzioni a noleggio, e probabilmente per i più basterà la versione base, ma così com'è resta una vettura di nicchia. Anche perché una Dacia Spring costa 21.450 euro di listino, e va bene che non sarà altrettanto glamour, ma in coda dovete starci comunque, e magari potete anche farvi un giro in autostrada se dovete fare una gita al lago.

O, per stare in città, a quel punto si potrebbe optare per veicoli come Citroen AMI che di listino partono da 8.390 euro (incentivi a parte). 

Comunque il dado è tratto, e non è detto che con una diffusione maggiore non si riesca a riportare i prezzi in ottica più di massa. Se volete vederla per le strade non dovrete aspettare molto: consegne a settembre.