Le auto elettriche cinesi stanno per invadere l'Europa, ma Italia e Francia hanno un piano

Secondo Reuters, il Governo starebbe valutando l'accesso agli incentivi considerando le emissioni di CO2 anche durante la produzione
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Le auto elettriche cinesi stanno per invadere l'Europa, ma Italia e Francia hanno un piano

Le auto elettriche fanno gola a molti, ma i costi elevati e le difficoltà di ricarica ne limitano la diffusione (anche se a ben guardare non è proprio vero). 

La soluzione, per quanto riguarda almeno il primo punto, potrebbe venire dalla Cina (e da dove, se no?), il maggiore mercato al mondo per questo tipo di veicoli e che sta aggredendo il nostro Continente con numerosi modelli dal prezzo inferiore a quello delle controparti occidentali. Ma a Italia e Francia questo non sta bene, e stanno pensando di disincentivarne l'acquisto non permettendo l'accesso agli incentivi. 

Sciovinismo, concorrenza sleale o pratica legale? Per capirlo, facciamo un passo indietro. I maggiori Paesi europei offrono incentivi per l'acquisto di veicoli a batteria, che in Italia si quantificano in 5.000 euro con rottamazione e 3.000 euro senza rottamazione (più gli incentivi regionali come l'esenzione dal bollo). In Francia le cifre sono leggermente superiori, in quanto partono da 5.000 euro e arrivano a 7.000 euro.

Per accedere a questi incentivi, il veicolo deve ovviamente rispettare un limite di emissioni di CO2 e avere un prezzo finale sotto una certa cifra (in Italia 42.700 euro). 

Come abbiamo detto, la Cina non solo è il maggiore mercato di auto elettriche, ma anche di gran lunga il produttore più importante, e le stime riportano come le vetture asiatiche costino mediamente il 20% in meno rispetto alla concorrenza. Non solo, ma negli ultimi mesi i produttori più importanti hanno lanciato una campagna molto aggressiva verso l'Europa, come potete vedere dal grafico qui sotto che mostra l'aumento nell'esportazione dalla Cina di veicoli a batteria

Il risultato è sotto agli occhi di tutti: i produttori europei soffriranno, e non poco. Se pensiamo a un'auto elettrica come la MG4, che attualmente parte da 30.790 euro, è decisamente più economica di pari livello come la Fiat 600 elettrica che ne costa 35.950 o la Megane E-Tech che parte da 40.950 euro.

E soprattutto con gli incentivi si avvicina pericolosamente a 25.000 euro, che su una vettura di questo tipo fa una grande differenza. Ma in Francia hanno pensato a una soluzione: considerare per l'accesso agli incentivi non solo la produzione di CO2 del veicolo, bensì anche quella dovuta a produzione dei materiali, assemblaggio e trasporto. E se pensiamo che in Cina l'industria si basa su centrali a carbone e i veicoli vengono spediti via mare, possiamo valutarne facilmente l'impatto.

Un bell'escamotage, che è piaciuto moltissimo al nostro Governo, stando alle fonti anonime di Reuters, e che eviterebbe anche le regole europee sulla concorrenza (in fondo, parliamo sempre di produzione di CO2, che tutti vogliono evitare) e quelle dell'OMC (Organizzazione Mondiale del commercio).

Ovviamente l'idea è di rilanciare anche l'industria automobilistica nostrana, e il Ministro dell'Industria Adolfo Urso il mese scorso ha infatti affermato che gli italiani hanno utilizzato l'80% degli incentivi per acquistare veicoli prodotti all'estero.

Secondo l'esponente del Governo, una revisione del quadro degli incentivi dovrebbe sostenere il passaggio a veicoli più ecologici e la produzione automobilistica nazionale.

A quanto sembra, le trattative sono già in corso e potrebbero continuare fino a fine anno, ma c'è un aspetto interessante. Il nuovo piano non impatterebbe solo le auto cinesi, ma potenzialmente anche Tesla, visto che i suoi veicoli importati in Europa sono prodotti nella Gigafactory di Shanghai.

Il canale degli sconti tech +50k
Tutti i migliori sconti e coupon per la tecnologia
Seguici