Incentivi auto elettriche: i punti da chiarire prima dell'ufficialità

Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca
Incentivi auto elettriche: i punti da chiarire prima dell'ufficialità

È sotto gli occhi di tutti l'importante crescita del settore di mercato delle auto elettriche a livello mondiale, una crescita che viene spinta in modo rilevante anche dai programmi di incentivi proposti dai vari governi nazionali.

Dopo il successo del 2021 in Italia ancora non è stato ufficializzato il programma di incentivi per le auto meno inquinanti. Al momento sono state proposte soltanto delle ipotesi, sulle quali non si è ancora giunti ad un accordo. I fondi stanziati, che corrispondono a circa 700 milioni di euro per il 2022 e un miliardo all'anno dal 2023 al 2030, dovranno coprire sia gli incentivi per l'acquisto che incentivi per supportare le aziende nella conversione della loro filiera produttiva verso il settore elettrico.

È proprio su quest'ultimo punto che i Ministeri dello Sviluppo economico, dell'Economia, delle Infrastrutture e della Transizione ecologica devono trovare un accordo, ovvero sulla ripartizione dei fondi tra incentivi per i privati e incentivi per le aziende a supporto della conversione della filiera produttiva.

Come riporta il Sole 24 Ore, il MISE punta ad assegnare all'eco-bonus 600 milioni di euro su 700 nel primo anno, e 700 milioni negli anni seguenti, lasciando solo la quota restante a interventi per la filiera produttiva. Su questo il Ministero della Transizione ecologica non sarebbe d'accordo.

Secondo le nuove ipotesi gli incentivi ammonterebbero a 6.000 euro di una full-electric con rottamazione di un veicolo di categoria inferiore a Euro5, e a 4.000 euro senza rottamazione, con un tetto al prezzo di listino di 35.000 euro IVA esclusa. Il bonus scenderebbe a 2.500 euro, o 1.000 euro senza rottamazione - per le ibride plug-in con prezzo fissato a 45.000 euro IVA esclusa.

Per il Ministro della Transizione ecologica mancherebbero delle misure ad hoc per supportare lo sviluppo di strumenti e organi per lo smaltimento delle batterie, così come quelli necessari allo sviluppo di una rete di ricarica smart e capillare.

Via: Sky TG24

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