In Danimarca si può essere pagati per caricare l'auto elettrica

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
In Danimarca si può essere pagati per caricare l'auto elettrica

Mentre si discute di prezzi dell'energia e di sviluppare le fonti rinnovabili, in alcuni Paesi europei come in Danimarca può capitare di essere pagati per caricare la propria auto elettrica.

Ma com'è possibile? La risposta sta proprio nell'utilizzo di fonti rinnovabili per produrre elettricità (a proposito, ecco cosa misurano kWh e Volt in un veicolo a batteria).

Solare ed eolico non offrono una produzione costante di elettricità, e può capitare che in alcuni orari immettano nella rete elettrica più energia di quella richiesta. In genere, ci sono accordi con le grandi industrie perché acquistino questo surplus a un prezzo inferiore o aumentino il consumo, ma esistono contratti dinamici per utenti privati che si adattano in tempo reale al prezzo dell'energia. 

In alcuni Paesi come la Danimarca questo comporta che se il prezzo dell'energia va in negativo (perché appunto l'offerta supera la domanda), i produttori di elettricità finiscono per pagare gli acquirenti per scaricare la loro produzione che non può essere immagazzinata.

Le modalità di pagamento possono essere diverse, da un addebito diretto su conto corrente a uno sconto sulle future bollette quando il prezzo dell'elettricità salirà.

Ed è quanto successo a questo proprietario danese di Tesla Model 3, che su Twitter ha riportato la sua esperienza. Tenendo connesso il veicolo alla rete per sei ore, dalle 11 alle 17, e assorbendo un totale di 66 kW, l'utente ha ricevuto 17,37 dollari (circa 16 euro). Dalla tabella che ha condiviso, possiamo notare come i ricavi maggiori si siano verificati tra le 14 e le 16. 

A questo punto ci si potrebbe chiedere quanto sia conveniente questa soluzione (regolamentata dal 2019 un Unione Europea). Nell'insieme, in alcuni contesti risulta essere la soluzione migliore, sia per gli utenti che per i fornitori di elettricità, che con questi contratti riescono ad assorbire le perdite quando i prezzi salgono. 

Ma il vero salto di qualità si avrà quando i veicoli potranno immettere corrente nella rete con la tecnologia V2G (vehicle-to-grid).

Allora non solo la stabilizzeranno, ma potranno vendere energia quando ce ne sarà più bisogno e sarà più costosa per poi assorbirla quando costerà meno.

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