Cos'è l'AVAS delle auto elettriche

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Cos'è l'AVAS delle auto elettriche

La diffusione delle auto elettriche ha portato alla presa di coscienza di un nuovo problema: non fanno rumore. Per questo motivo, nel 2019 l'Unione Europea ha introdotto l'obbligo per i veicoli a batteria di riprodurre un suono.

Ecco cos'è l'AVAS delle auto elettriche, un dispositivo in grado di segnalare l'arrivo della vettura, soprattutto a pedoni e ciclisti che potrebbe non sentirla arrivare e quindi generare una situazione di pericolo. 

Andiamo quindi ad approfondire questo argomento (da non confondere con gli ADAS!), perché ogni produttore si sta sbizzarrendo a creare suoni che lo caratterizzino e distinguano, e addirittura alcuni prospettano l'arrivo di una nuova sinfonia (o cacofonia) di rumore nelle nostre città.

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Cos'è l'AVAS delle auto elettriche

Cos'è l'AVAS delle auto elettriche

Chi non si è svegliato di soprassalto nel cuore della notte a causa del rombo di una moto o di un'auto particolarmente potente in piena accelerazione?

Esperienze personali a parte, l'inquinamento acustico delle città è sempre stato un problema, nonostante gli sforzi dei produttori di mitigare l'intrinseca produzione del rumore da parte del motore a scoppio, che, sfruttando appunto lo scoppio per funzionare, non può essere silenzioso.

Con le auto ibride (a basse velocità) e soprattutto con quelle elettriche, è tutto cambiato: i motori non "scoppiano" più, non ci sono marmitte, e se per qualcuno alla ricerca di un suono distintivo in grado di emozionarlo è una maledizione (ne parleremo nell'ultimo capitolo), per altri è una benedizione. 

Ma c'è un grande pericolo: le auto elettriche non si sentono più arrivare. Per un certo periodo, la questione è stata irrilevante visto il basso numero di veicoli elettrici circolanti, ma poi è diventato un problema.

In realtà già nel 2007 diversi studi avevano rilevato come il rumore di fondo delle città impedisse di sentire l'avvicinamento dei veicoli a motore a bassa velocità, ma nel 2008 uno studio finanziato dalla National Federation of the Blind americana aveva rivelato che già i veicoli ibridi in modalità elettrica rappresentavano un rischio per pedoni e ciclisti, specialmente per persone ipovedenti, bambini e anziani.

Nel 2009, poi si è inconfutabilmente dimostrato che veicoli di questo tipo di vetture causavano il doppio degli incidenti proprio con pedoni e ciclisti a basse velocità, soprattutto durante le manovre. A questo punto i Governi hanno iniziato a prendere provvedimenti, ognuno con le proprie regole.

In Europa, nel 2011 è stata elaborata una linea guida per i sistemi di allarme acustico dei veicoli, l'AVAS appunto (Acoustic Vehicle Alerting System).

Questo documento era destinato a veicoli ibridi ed elettrici con capacità autostradali, e prevedeva che venisse generato un suono continuo tra l'avviamento e fino a 20 km/h, oltre che durante la retromarcia. Nel 2013 venne approvato il disegno di legge, che nel 2014 portò al regolamento (UE) n. 540/2014 che rendeva obbligatoria la presenza sistemi di allarme acustico nei veicoli a partire da 5 anni dopo la pubblicazione della legge.

Nel 2016, l'UNECE, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite, approvò il regolamento n. 138, che stabilì come dal 1° luglio 2019 tutti i veicoli immessi sul mercato (ibridi ed elettrici) dovessero produrre un rumore fino a 20 km/h (mentre negli Stati Uniti fu approvata una legge simile ma fino a 28 km/h) e in retromarcia.

Nel 2017 è stato poi introdotto il regolamento UE 1576/2017 che ha fornito ulteriori indicazioni, ma il concetto di fondo è rimasto. 

I veicoli già circolanti hanno avuto invece tempo fino al 1° luglio 2021 per mettersi in regola.

Ma cosa significa "rumore"? Secondo la normativa UE, questo suono, che non può essere disattivato dall'utente e deve attivarsi automaticamente all'avvio del veicolo, deve essere di almeno 56 decibel fino a un massimo di 75 decibel, con una variazione di intensità proporzionale alla velocità del veicolo. Secondo la normativa, in retromarcia sono esonerati i veicoli che emettono già un suono di avvertimento.

Per quanto riguarda i veicoli ibridi, quando si attiva il propulsore endotermico l'avvisatore acustico deve essere spento, mentre al contrario deve azionarsi appena viene inserita la modalità 100% elettrica.

A parte queste indicazioni, non ci sono limitazioni, e i produttori hanno sfruttato l'opportunità per dotare i propri veicoli di un suono distintivo.

Come funziona l'AVAS

Cos'è l'AVAS delle auto elettriche

Quindi le auto elettriche e le ibride quando vanno in modalità elettrica devono emettere un suono appena si avviano, di almeno 56 dB e un massimo di 70 dB. Ma come funziona?

Come abbiamo detto, la normativa prevede che questo sistema funzioni fino a 20 km/h e in retromarcia, in assenza di indicatori sonori già implementati, e deve essere di intensità proporzionale all'andamento del veicolo, quindi aumenta d'intensità quando si accelera e diminuisce si rallenta.

Le case produttrici hanno sviluppato soluzioni proprietarie di diverso tipo, ma per tutte l'AVAS non è un suono che si sente particolarmente all'interno dell'abitacolo, ed è invece diretto verso l'esterno in tutte le direzioni. In questo modo il comfort dei passeggeri non viene ridotto e al contempo pedoni e ciclisti possono avvertire con più facilità l'arrivo delle vetture elettriche, che non sono più totalmente silenziose.

Al raggiungimento dei 20 km/h, il suono si disattiva automaticamente, e questo perché diversi studi hanno evidenziato come oltre quella velocità il suono dell'auto, soprattutto dovuto al trascinamento delle ruote e all'aria, sia più che sufficiente per segnalare l'arrivo del veicolo (anche se come abbiamo visto questo limite non è universalmente riconosciuto).

Ma abbiamo accennato al fatto che diversi produttori di auto hanno voluto approfittare dell'occasione per dotare i propri veicoli di un suono caratterizzante, e sono nate collaborazione con ingegneri del suono e addirittura compositori, oltre ad aziende specializzate, per creare un proprio "logo sonoro". Andiamo a vedere cosa sta succedendo in questo senso. 

I suoni delle auto elettriche

Come abbiamo accennato all'inizio di questo approfondimento, per alcuni osservatori si prospetta una nuova era, in cui le nostre città potranno diventare una vera e propria cacofonia di suoni diversi. 

Perché? Perché la legge europea non definisce che tipo di suono usare e diversi produttori si sono sbizzarriti, il che potrebbe anche causare qualche confusione in pedoni e ciclisti, che potrebbero non associare immediatamente un suono a un veicolo. 

Ecco quindi che Volkswagen utilizza per i suoi veicoli elettrici un compositore ungherese Leslie Mandoki, mentre la MINI Cooper SE offre un suono molto particolare.

Renault invece collabora da anni con il "Sound Perception and Design group" dell'IRCAM, l'Istituto per la ricerca e la coordinazione acustica e musicale. 

Fiat, con la sua 500 elettrica, ha introdotto le note di Amarcord di Nino Rota mentre per la 500 Abarth elettrica è stato usato un suono di chitarra elettrica ogni volta che si accende e spegne la vettura, per fortuna all'interno dell'abitacolo (e all'esterno quando si superano per la prima volta i 20 km/h). Per quanto riguarda il suono del "motore", l'Abarth 500e ha richiesto oltre 6.000 ore di lavoro per creare un rumore molto particolare e riconoscibile che si basa sullo scarico Record Monza della versione con motore termico.

Per la 600 elettrica, non sembrano al momento essere state intraprese iniziative di qualche tipo.

Ma non è finita. BMW ha collaborato con il compositore Hans Zimmer per produrre suoni specifici di avvio e spegnimento, oltre a una serie di melodie per le modalità di guida e, ovviamente, più accattivanti per i modelli della serie "M", le sportive del marchio.

Jaguar si è impegnata particolarmente su questo aspetto, lavorando per ben quattro anni per sviluppare un suono che fosse percepibile dei non udenti, con il risultato di produrre un sibilo avvertibile in modo inequivocabile.

Nissan nel 2011 ha introdotto il sistema Vehicle Sound for Pedestrians (VSP), ma più recentemente ha invece sviluppato un sistema sonoro chiamato Canto, che vuole essere un riavvicinamento a sonorità "umane".

Tesla ha introdotto nel 2019 il suo Pedestrian Warning System e in più consente di registrare e riprodurre all'esterno certi suoni quando l'auto è ferma. 

Ci sono poi i produttori che hanno voluto restituire agli appassionati i suoni di "una volta", come abbiamo visto fare a Fiat con la sua Abarth 500e.

Mercedes ha sviluppato per le sue EQE e EQS un suono che ricorda quello di un motore a combustione, mentre Dodge, ha creato per la Charger Daytona SRT Concept un sistema particolare chiamato Fratzonic Chambered Exhaust che imita il suono del V8 fino a 126 dB.

C'è poi Lotus, che nella Evija replica lo scarico della monoposto di Formula 1, mentre Ferrari sta studiando una soluzione adeguata ai fan del marchio e infine Hyundai ha promesso un sistema N sound per la sua Ioniq 5 N.

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