Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

La transizione verso la mobilità elettrica non avrà un effetto solo sui veicoli, ma su tutto il settore in generale, compresi i distributori di carburante che devono passare a distribuire "elettroni". C'è però un grande vantaggio: le colonnine di ricarica possono essere installate ovunque, e non solo in determinate zone preposte. 

Ma come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche? Per poter fare il pieno al nostro veicolo a batteria infatti abbiamo bisogno non solo di sapere come funziona praticamente il processo di ricarica, ma anche dove trovare le colonnine, qual è il costo e come si paga.

Gli argomenti da affrontare sono numerosi, quindi non perdiamo altro tempo e corriamo ad affrontarli, non prima di ricordarvi la differenza tra wallbox e stazioni di ricarica e come ricaricare auto elettrica gratis.

Indice

I tipi di colonnine per ricaricare le auto elettriche

Se state pensando di acquistare un'auto elettrica, la prima cosa è comprendere bene quali sono le possibilità a vostra disposizione per ricaricarla.

A differenza delle controparti con motore endotermico, infatti, i veicoli a batteria possono essere attaccati alla rete elettrica in diversi modi, sia da casa, attraverso le wallbox o persino una comune presa Schuko, che in mobilità, attraverso le colonnine. 

Ma le colonnine non sono tutte uguali, e neanche il tipo di corrente che forniscono. Cosa significa? La nostra rete elettrica infatti è a corrente alternata, ovvero un tipo di corrente in cui il flusso di elettroni varia continuamente direzione con ritmo sinusoidale (quindi non improvviso ma graduale) e una frequenza nell'ordine dei 50 Hz. Ma le auto elettriche, come tutti i dispositivi a batteria, accettano solo corrente continua, ovvero un tipo di corrente in cui il flusso di elettroni è sempre nella stessa direzione, e per questo c'è bisogno di "raddrizzarla" prima di fornirgliela. Proprio come fa il caricatore del nostro smartphone.

Questo processo può avvenire o sull'auto, attraverso quello che viene chiamato caricatore di bordo (che però ha dei limiti di potenza, con la conseguenza di limitare la velocità di ricarica), o sulla colonnina stessa, che così fornirà corrente continua direttamente all'auto e quindi potrà caricarla molto più velocemente.

Quindi ci sono colonnine che forniscono corrente alternata, anche chiamata ricarica veloce, e quelle a corrente continua, chiamate a ricarica rapida e a ricarica ultrarapida.

Inoltre le colonnine possono essere installate in spazi pubblici, come distributori, aree di sosta o parcheggi, o in spazi privati, come parcheggi di negozi e alberghi, quindi riservate ai loro clienti, o in quelli di aziende private, quindi riservate ai dipendenti. In genere, le colonnine a corrente alternata sono installate da privati (come negozi e supermercati, ad esempio) e fornitori di energia (come Enel X o Be Charge), mentre le colonnine a corrente continua, molto più grandi e costosi, e quindi installati quasi sempre dai gestori (come nel caso di Tesla, Free to X e Ionity, per citarne alcuni) e in spesso in strade a scorrimento (quindi non nei centri urbani).

Le differenze non riguardano solo il tipo di corrente, ma anche le potenze coinvolte (e quindi le velocità di ricarica) e il tipo di connettore utilizzato.

Le colonnine a corrente alternata sono meno veloci, e vanno da 7,4 kW in monofase fino a 43 kW di potenza in trifase. Inoltre utilizzano un connettore di Tipo 2, lo standard in Europa per alimentare le auto elettriche a corrente alternata (negli Stati Uniti si usa ad esempio il Tipo 1). Per ogni dettaglio su cosa significhi questo, vi rimandiamo al nostro approfondimento

Se la wallbox è la soluzione ideale per la ricarica da casa, in viaggio o per chi non ha la possibilità di installarne una l'alternativa sono le colonnine di ricarica.

Questa soluzione è ideale quindi per la ricarica di tutti i giorni, mentre si fa la spesa, durante il lavoro, o alla sera. Insomma, quando ci si può permettere di caricare per lungo tempo a bassa velocità o comunque non si necessita di troppa autonomia. Certamente, non quando si è in viaggio e bisogna macinare molti chilometri, e infatti questo tipo di colonnine sono in genere disseminate nel tessuto urbano.

Tenete comunque presente che con questo tipo di colonnine in genere il collo di bottiglia sarà il caricatore interno dell'auto, in quanto è lui che deve convertire la corrente da alternata a continua e lui decide la velocità di ricarica. Quindi se avete un'auto elettrica economica con caricatore interno da 7,4 kW, anche se lo attaccate a una colonnina da 22 kW sempre a 7,4 kW si caricherà.

Per quando si ha bisogno di una ricarica rapida e completa, ci sono le colonnine (anche se non sono tanto -ine) a corrente continua. Queste sono in genere dislocate sulle arterie di comunicazione (anche se la nostra rete autostradale è un po' indietro in questo senso), e offrono potenze da 50 kW (ricarica rapida) fino a 350 kW (e anche oltre). 

Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

In questo caso, i connettori utilizzati sono diversi. In Europa ha preso piede lo standard CCS, che aggiunge due poli al Tipo 2, il che consente con una sola presa sull'auto di connettersi a due tipi di colonnine diverse.

Qui trovate il nostro approfondimento. In Giappone è utilizzata la presa CHAdeMO (ecco cosa significa), all'inizio adottata dai produttori di auto asiatici e ora sempre meno, mentre negli Stati Uniti dopo l'adozione del CCS sta nascendo un grande interesse intorno al NACS, creato da Tesla e da poco diventato uno standard SAE (Ford, GM e Volvo lo adotteranno, e si dice anche Apple per la sua attesa auto elettrica).

Attenzione, perché anche nel caso della corrente continua l'auto può essere il fattore limitante, e la batteria può non accettare potenze oltre un certo limite. Mediamente, sul mercato le auto accettano fino a 100-120 kW, mentre per cariche più veloci bisogna spendere di più.

Infine, un'altra differenza importante è che mentre le colonnine a corrente alternata possono o meno avere integrato il cavo di ricarica, quindi potreste dover utilizzare quello in dotazione con il veicolo, quelle a corrente continua ce l'hanno sempre integrato. 

Fatta questa doverosa introduzione, vediamo come funziona la ricarica con le colonnine.

Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

Le colonnine di ricarica per auto elettriche sono quindi dei veri e propri distributori di corrente collegati alla rete elettrica. Hanno anche l'aspetto dei distributori e usarle è semplicissimo. 

Vediamo i vari aspetti della ricarica, partendo dal costo, al rifornimento e poi al pagamento.

Costo

La prima cosa che ci interessa sapere quando si ricarica un'auto elettrica è ovviamente il costo, proprio come quando ci informiamo sui prezzi dei vari distributori nelle vicinanze. 

La ricarica da colonnina ha prezzi più elevati della ricarica da casa. Quindi se pensate che mediamente caricando a casa un'auto elettrica potete spendere una cifra intorno ai 0,20 euro/kWh, le colonnine a corrente alternata hanno prezzi tra 0,40 euro/kWh e 0,50 euro/kWh a seconda della potenza, e quelle a corrente continua arrivano anche a 0,99 euro/kWh.

Ovviamente il costo di un "pieno" dipende dalla capienza della vostra batteria, quindi potete andare da circa 12 euro per ricaricare a corrente alternata una batteria da 28 kWh e 30 euro per una da 75 kWh, fino ai 25 euro e oltre 68 euro per ricaricare a corrente continua.

Queste sono le cifre per il pagamento a consumo (pay-per-use) come si fa con il carburante, ma con i veicoli elettrici si usano anche i piani in abbonamento. Vediamo le proposte più popolari sul mercato.

Le tariffe A2A partono da 0,56 euro/kWh per le colonnine a 22 kW (slow-quick) per arrivare a 0,86 euro/kWh per le colonnine a 100-110 kWh (Fast e Fast+) e 0,95 euro/kWh per le colonnine fino a 150 kW (Ultra). Gli abbonamenti sono quattro e partono da 16 euro/mese per 30 kWh/mese (E-Moving Small), fino a 90 euro/mese fino a 280 kWh/mese (E-Moving Extra), con costi per kWh tra 0,53 euro e 0,32 euro.

Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

Plenitude+Be Charge di Eni offre una tariffa a consumo da 0,60 euro/kWh per la ricarica fino a 22 kW (Quick), 0,85 euro/kWh per la ricarica fino a 99 kW (Fast), 0,90 euro/kWh per la ricarica fino a 149 kW (Fast +) e 0,95 euro/kWh per la ricarica oltre 150 kW (Ultrafast).

Gli abbonamenti sono sempre quattro e partono dai 20 euro al mese di Be Light 50 (fino a 50 kWh/mese per un costo di 0,40 €/kWh) fino ai 175 euro al mese di Be Electric 500 (fino a 500 kWh/mese per un costo di 0,35 €/kWh).

Enel X Way propone prezzi a consumo di 0,69 euro/kWh in corrente alternata, 0,89 euro/kWh fino a 100 kW e 0,99 euro/kWh oltre 150 kW. Gli abbonamenti, in questo caso tre, partono dai 49 euro al mese (ora scontato a 39) di City (80 kWh per 0,61 €/kWh) fino ai 129 euro al mese (ora scontato a 99) di Travel Plus (fino a 320 kWh/mese).

Ionity, specializzato in ricarica a corrente continua, offre invece prezzi a consumo: 0,49 euro/kWh fino a 50 kW e 0,79 euro/kWh fino a 350 kW.

Infine, i prezzi per la ricarica presso i Tesla Supercharger sono diversi se si possiede una Tesla o meno, ma comunque a consumo e fino a 150 kW. Per i primi, i prezzi sono 0,51 euro/kWh nelle ore di picco (16-20) e di 0,46 euro/kWh nelle ore off-peak, mentre per chi non possiede una Tesla si passa a 0,69 euro/kWh e 0,62 euro/kWh rispettivamente.

Come potete vedere, alcuni fornitori prediligono l'abbonamento, con prezzi a consumo decisamente alti, mentre altri preferiscono il pagamento a consumo.

Mappa: come trovare le colonnine vicino a me

Una volta chiariti i prezzi, vediamo come affrontare la ricarica. La prima cosa da fare è trovare una colonnina. Per farlo, il modo più comodo è utilizzare una mappa che vi indichi distanza e costi. Potete utilizzare un'app tramite smartphone o il sistema di infotainment del veicolo, ma le prime sono generalmente più versatili e comode. 

Le app consentono di localizzare una colonnina libera, mostrandovi il tipo e il prezzo. Qui trovate un elenco di app per smartphone che possono servire allo scopo: alcune vi consentono non solo di trovare le colonnine, ma anche di prenotarle, gestire la ricarica e il pagamento in un colpo solo. 

I sistemi più avanzati poi permettono di pianificare un viaggio, mostrandovi le varie soste da fare, per quanto tempo sostare e i livelli di carica previsti.

Come si ricarica

Come funzionano le colonnine per ricaricare le auto elettriche

Arrivati alla colonnina scelta, parcheggiate il veicolo, proprio come fareste per fare il pieno di benzina. Tenete presente che le auto non hanno le prese tutte nella stessa posizione. A questo punto aprite lo sportello della presa del veicolo, scollegate il connettore dalla colonnina (o inserite se necessario quello in dotazione con il veicolo, per le colonnine a corrente alternata) e collegate il connettore alla presa corretta.

Sempre in questo ordine, mai prima connettere l'auto e poi la colonnina (per quelle a corrente alternata).

Le prese, una volta connesse, controllano che il veicolo non sia in movimento e si agganciano al connettore, quindi non c'è pericolo che si scolleghi.

Potete seguire l'andamento della ricarica dal display digitale della colonnina, dal veicolo o dall'app. Una volta terminata la carica (potete decidere voi quando interromperla, anche da app, o programmarla in anticipo), potete scollegarla e pagare.

Come si paga

Come abbiamo visto, per il pagamento della ricarica ci sono due tipi di soluzioni: quello a consumo o quello con tariffa "flat" in abbonamento.

Per il pagamento a consumo, potete o pagare tramite carta di credito direttamente alla colonnina, proprio come fareste con un distributore, oppure tramite app dedicata, che è in genere la soluzione più comoda. Enel X Way e Be Charge ad esempio offrono soluzioni molto valide e compatibili con più reti.

In alternativa, se avete sottoscritto un abbonamento, quanto consumato verrà scalato dal vostro saldo mensile. 

Colonnine per ricaricare le auto elettriche gratis

Ma non tutte le colonnine di ricarica sono a pagamento. Diverse catene commerciali infatti offrono ai propri clienti la possibilità di ricaricare l'auto elettrica senza spendere niente. 

Ovviamente, si tratta in genere di ricariche a bassa velocità e con limiti di tempo di utilizzo, ma è comunque una lodevole iniziativa fatta per fidelizzare la propria clientela. 

I punti di ricarica gratuita disponibili sul nostro territorio al momento sono offerti dalle catene Leroy Merlin, nei supermercati Lidl, Tigros, Iper la Grande, Aldi, Esselunga, nei negozi Decathlon e nelle sedi Enel.

Oltre a strutture commerciali, anche diverse aziende offrono punti di ricarica gratuita per i loro dipendenti, ma in questo caso non aperti al pubblico.

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