Da luglio scatta l'obbligo degli ADAS sulle nuove auto: quali sono e le deroghe

Avviso di mantenimento della corsia, scatola nera, frenata automatica e altri: ecco le novità per la sicurezza stradale
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Da luglio scatta l'obbligo degli ADAS sulle nuove auto: quali sono e le deroghe

Dal 7 luglio si compie un passo importante verso la sicurezza stradale: scatta infatti l'obbligo degli ADAS per tutte le nuove auto immatricolate, sia di nuova omologazione (per cui è in vigore dal 6 luglio 2022) che già in commercio.

Per un maggiore approfondimento, vi rimandiamo ai nostri speciali sugli ADAS obbligatori dal 7 luglio e su quale sia il significato di guida assistita.

Cosa sono gli ADAS

Partiamo da un dato di fatto: secondo diverse ricerche il 90% degli incidenti sarebbe causato da disattenzione o errore dei guidatori e solo il 5% da malfunzionamenti. 

Diventa quindi impellente mettere a disposizione di tutti gli utenti sistemi di guida assistita avanzata (Advance Driver Assistance Systems, o ADAS) che permettano di aiutare il guidatore intervenendo proattivamente o avvertirlo in caso di problematiche.

Stiamo parlando della frenata di emergenza, o dell'avviso di mantenimento di corsia, del rilevamento degli angoli ciechi o di quello della stanchezza, per fare qualche esempio. 

Il problema è che fino a poco tempo fa questi strumenti erano a disposizione solo nelle auto di fascia alta e come optional onerosi.

Per questo l'Unione Europea ha deciso di imporli su tutte le nuove vetture

I passaggi della norma e le deroghe

La Commissione Europea ha quindi approvato il regolamento europeo 2019/2144, o General Safety Regulation 2 (GSR 2), in cui è indicata una lista di ADAS che devono essere inseriti di serie in tutte le nuove vetture vendute da un produttore.

La norma, che ha avuto un importante impatto sull'industria automobilistica, anche a causa della crisi dei chip avvenuta dal 2020, è stata applicata in diverse tappe. La prima risale al 6 luglio 2022, data a seguito della quale tutte le vetture di nuova omologazione dovevano essere dotate dei nuovi ADAS.

La seconda tappa scatta il 7 luglio 2024. Da questo giorno, tutte le nuove vetture immatricolate, anche quelle già omologate (quindi già in commercio) devono includere gli ADAS. 

Cosa comporta questa imposizione? Che i produttori, che hanno avuto due anni di tempo per preparasi, hanno dovuto compiere una scelta: o adeguare le vetture con notevoli investimenti (che si sono riversati sugli utenti con un aumento dei listini), o toglierle dal mercato europeo (le regole riguardano solo l'Europa, ovviamente).

È il caso di Porsche Macan, Lancia Ypsilon, Fiat 500X, Fiat Panda, Renault Zoe, Dacia Duster, Smart ForTwo, Mitsubishi Space Star, Toyota GR86, Porsche 718 e Subaru BRZ, ma ci sono anche deroghe. 

Innanzitutto è possibile chiedere un rinvio di 12 mesi comunicando allo Stato il numero di telaio della vettura, che deve essere già prodotta. Nel caso invece di "piccola serie", si hanno due anni in più per adeguarsi. Sfruttando questa possibilità, i modelli Porsche 718 GT4 potranno restare in commercio, così come EMC Wave 3.

Gli ADAS obbligatori

Ecco l'elenco degli ADAS che la vostra vettura deve avere se acquistata dopo il 7 luglio 2024. Tenete presente che tutti i sistemi, a eccezione della scatola nera, possono essere disattivati, ma una volta spenta e riaccesa la macchina devono tornare attivi.

La scatola nera (EDR, Event Data Recorder), che registra velocità della vettura, azionamento dei freni e altri parametri immediatamente prima, durante e subito dopo un urto.

L'ISA, l'adattamento della velocità intelligente, che grazie alle telecamere anteriori elabora in tempo reale i segnali GPS provenienti dall'esterno e legge la segnaletica stradale, in modo da segnalare al guidatore la sua presenza e adattare la velocità del veicolo in base ai limiti presenti in un determinato tratto. Si può disattivare, come ogni ADAS (a parte la scatola nera), premendo il pedale dell'acceleratore, ma l'allarme sonoro e un segnale luminoso resteranno attivati fino a quando il conducente non rallenterà.

La frenata automatica d'emergenza (AEB), che rileva il rischio di collisione frontale contro veicoli, pedoni o ciclisti tramite un segnale (un suono, un messaggio sul cruscotto o facendo vibrare il volante) e in caso attiva autonomamente i freni tra 10 e 60 km/h (in teoria, con asfalto asciutto e fino a 40 km/h dovrebbe evitare l'impatto).

Il monitoraggio della stanchezza e distrazione del conducente, che rileva se ci stiamo addormentando analizzando i movimenti del volante e replica con tempestivi avvisi sonori.

Attenzione: l'ADAS attualmente in vigore rileva l'attenzione tramite il rilevamento della posizione delle mani sul volante o il movimento dello sterzo. La misurazione più precisa, chiamata "avviso avanzato della distrazione del conducente" e che rileva il battito di ciglia tramite una telecamera che riprende il volto del guidatore, è stata rinviata di due anni per motivi legati alla privacy. 

Il controllo degli angoli ciechi in retro, che deve avvisare il conducente della presenta di persone o altri oggetti quando si va in retromarcia (telecamere o sensori, non è specificato).

Il mantenimento della corsia, che deve non solo avvisare ma anche far rientrare autonomamente il veicolo in corsia tra 65 e 130 km/h.

Misuratore della pressione degli pneumatici, che deve monitorare la pressione degli pneumatici attraverso i dati della centralina ABS.

Interfaccia per l'etilometro: non è obbligatoria l'installazione dell'etilometro, ma deve esserci un'interfaccia che consenta un rapido montaggio dell'alcolock, il dispositivo elettronico che legge il tasso alcolemico del guidatore e impedisce l'accensione del veicolo in caso di valori che eccedono i limiti di legge.

Luci di frenata: un nuovo obbligo, anche se non è un ADAS, è che in caso di frenata d'emergenza le luci di stop devono lampeggiare e non rimanere fisse.

Gli effetti sul mercato e i piani per il futuro

Come abbiamo anticipato, queste norme sono state accolte negativamente dai produttori d'auto, che hanno dovuto effettuare importanti investimenti che si sono riversati sugli utenti sotto forma di un aumento dei prezzi di listino

Inoltre sono state sollevate alcune perplessità in merito all'applicazione degli ADAS, in quanto l'Unione Europea non ha definito degli standard per le tecnologie. Questo ha comportato una notevole differenza nell'applicazione degli ADAS, la cui attivazione o funzionamento può avere un impatto soprattutto per auto non di proprietà ma a noleggio. 

Infine c'è da considerare che un utente bombardato da continui avvisi sonori e visivi possa essere distratto o alla lunga ignorarli, il che avrà un effetto controproducente. 

E il futuro? L'Unione Europea ha previsto ulteriori tappe per la sicurezza stradale.

Dal 7 gennaio 2026 sarà necessario che le vetture di nuova omologazione siano dotate di una zona estesa di assorbimento degli urti per la testa e di un sistema di protezione di gambe e testa dei pedoni.

Dal 7 luglio 2026 invece è necessaria l'implementazione di sistemi avanzati di frenata di emergenza per pedoni e ciclisti situati davanti al veicolo. Resta poi il nodo del rilevamento avanzato della stanchezza del guidatore tramite telecamere, che è stato rimandato appunto a tale data. 

Inoltre la Commissione Europea ha stabilito che entro luglio 2027 verranno valutate le misure applicate e la loro efficacia, indicando eventuali modifiche.

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